Paris, un mese dopo l’altro

Paris, 23 agosto 2018

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Paris, 23 agosto 2018. La zona tra il ponte D’Arcole e Notre-Dame

Sono di nuovo a Parigi! Alla Gare de Lyon c’è Francesca ad attendermi, la mia amica di Roma, che per due anni ha insegnato in una scuola italiana di Parigi e ogni tanto le piace ritornare qui. A Notre Dame incontriamo Lucilla, un’altra ex docente di Roma, che abita in questi giorni insieme a Francesca in una casa di un’amica che insegna ancora qui. Insieme esploriamo la città: passiamo davanti alla casa dove ha abitato lo scrittore Hernest Heningvay, entriamo nella storica libreria-biblioteca Shakespeare and Company, situata nel V arrondissement. Fondata nel 1919 da Sylvia Beach, la libreria è stata, negli anni ’20, un luogo di incontro di scrittori come Ernest Hemingway, Ezra Pound e James Joyce.

Casa Heninway

Paris, 23 agosto 2018. La casa di Ernest Hemingway

Ci dirigiamo poi verso l’edificio della Sorbonne, l’università più grande e antica di Parigi, un luogo prestigioso che offre lo studio di quasi tutte le discipline. Passiamo davanti all’Hotel de Ville, la sede del Comune di Parigi e ci fermiamo al Panthéon dove, all’esterno, è esposta la mostra sull’ex Ministra della salute Simone Veil, da poco scomparsa.

Pantheon

Paris, 23 agosto 2018. Verso il Panthéon

La mostra si sviluppa intorno alla cancellata del Panthéon e illustra i momenti più significativi della vita di Simone Veil che è stata la madre della legge sull’aborto (1974) e la prima presidente donna ad accedere al Parlamento europeo (1979-1982).

Simon V

Paris, 23 agosto 2018. La mostra dedicata a Simone Veil, allestita lungo la cancellata del Panthéon

Deportata ad Auschwitz il 13 aprile 1944 insieme alla madre e alla sorella, è sopravvissuta alla deportazione ed è divenuta la figura simbolo dell’emancipazione femminile.

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Paris, 23 agosto 2018. Il Panthéon

Qui, al Panthéon verranno deposte, insieme agli altri grandi, le sue spoglie, accanto a quelle del marito Antoine. Attraversiamo il ponte D’Arcole e davanti alla Basilica di Notre Dame vediamo, come sempre, le lunghe file di visitatori in attesa di entrare.

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Paris, 23 agosto 2018. Notre-Dame

Ci spostiamo al Quartiere latino che sta lì accanto: è una zona piena di piccoli negozi, ristoranti e pasticcerie. Pranziamo in una rosticceria-pasticceria molto spartana e torniamo verso casa percorrendo Boulevard Saint Germaine e Le Jardin du Luxembourg.

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Paris, 23 agosto 2018. I giardini di Luxembourg

Il clima è decisamente migliore rispetto all’afa di un mese fa: il termometro segna soltanto 25°! Il parco è pieno di gente seduta sui prati e sulle panchine, immersa nella meravigliosa vegetazione di questo luogo.

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Paris,  23 agosto 2018. I giardini di Luxembourg

Anche le strade intorno, i bar, i ristoranti sono affollati di gente che vive piacevolmente all’aperto con questo clima mitigato.

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Parigi, 23 agosto 2018. Giochi sull’acqua ai Giardini di Luxembourg

Usciamo dal parco e passiamo davanti alla casa dove abitava la famiglia di Gerard Pfeiffer con la quale avevo scambiato la mia casa di Udine un’estate di 21 anni fa. E’ da tempo che sia io che Francesca lo stiamo cercando, ma non abita più lì e nessuno sa fornirci sue notizie. Verso sera ci muoviamo tra i vicoletti dietro la nuova Opéra di piazza della Bastille alla ricerca di un ristorante dove cenare.

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Paris, 23 agosto 2018. Place de La Bastille

Ci serve al tavolo una giovane polacca di Varsavia che parla un correttissimo inglese. Rientriamo a casa verso mezzanotte: lungo il percorso incrociamo numerosi senzatetto distesi, qua e là, sui marciapiedi e già addormentati.

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Paris, 23 agosto 2018. Attraversando il piazzale dell’Hotel de Ville

Paris, 24 agosto 2018

Usciamo tutte tre insieme per andare al Bataclan, uno dei luoghi dove è avvenuta la strage del 13 novembre 2015.

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Paris, 24 agosto 2018. Il Bataclan

Durante quella notte, un commando di kamikaze ha sparato all’impazzata sulla folla e si è fatto esplodere, in diversi luoghi della città prendendo di mira, in particolare, i locali e le strade, colpendo soprattutto i giovani che stavano trascorrendo il venerdì sera fuori casa.

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Paris, 24 agosto 2018. La lapide sulla facciata del Bataclan

Ci sono stati, in totale, almeno 129 morti tra cui una ragazza italiana, Valeria Solesin. I feriti sono stati oltre 300. Nel piccolo parco al di là della strada c’è una lapide con l’elenco delle 50 vittime cadute qui, al Bataclan. Accanto qualcuno ha deposto dei fiori e dei pupazzetti di peluce. Leggiamo su un’insegna che il palazzetto è stato restaurato in brevissimo tempo ed è stato riaperto al pubblico quasi subito.

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Paris, 24 agosto 2018. Hotel des Invalides

Nel pomeriggio, dopo la partenza di Lucilla, Francesca ed io, siamo andate a Puteaux, per vedere la zona e l’appartamentino dove ho alloggiato il mese scorso. Puteaux si trova nell’immediata periferia di Parigi e dista circa un quarto d’ora a piedi dalla fermata del métro dell’ Esplanade de La Défense. In alternativa, c’è l’autobus 93 che, attraverso un lungo giro panoramico tra le periferie, ci riporterà, più tardi, in centro, al ritorno. Scendiamo al capolinea nella Place des Invalides e ci fermiamo ad ammirare la facciata e la cupola dorata del complesso di edifici, costruiti nel XVII secolo, in stile barocco, allo scopo di ospitare i soldati invalidi.

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Paris,  24 agosto 2018. L’Hotel des Invalides

Prendiamo il métro per Repubblica, una delle fermate vicino a casa.

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Paris, 24 agosto 2018. Place de la République

E’ sera: sotto la grande statua un gruppo di ragazzi sta cantando e suonando attorniato da una numerosa folla di spettatori.

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Place de la République, 24 agosto 2018

Lì accanto, ma un po’ in disparte, c’è soltanto una bancarella illuminata da una lampadina penzolante che vende souvenirs con delle lucette rosse.

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24 agosto 2018. Sera a Place de la République

L’atmosfera è surreale!

Paris, 25 agosto 2018

Fa freddino stamattina: 13° soltanto! L’unico capo pesante, per modo di dire, che ho portato con me, è lo scialle di seta grezza che mi ha regalato mio figlio, quando è tornato dall’Assan (India). Il resto del mio piccolo bagaglio consiste in qualche top e alcuni pantaloni, di quelli molto larghi e spaziosi che le donne indiane indossano sotto il sari.

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Paris, 25 agosto 2018, Hotel de Ville. Celebrazioni per il 74° anniversario della liberazione

Lungo tutte le vie, su balconi e finestre, notiamo una moltitudine di bandiere che sventolano nell’aria: è il 25 agosto e Parigi festeggia il 74° anniversario dalla liberazione nazista. Nel pomeriggio ci saranno le celebrazioni ufficiali, nel piazzale dell’Hotel de Ville. In effetti, già ieri avevamo notato che stavano montando delle impalcature.

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Paris, 25 agosto 2018. Folla partecipa alla celebrazione dell’anniversario della liberazione, nel piazzale dell’Hotel de Ville

La mattinata la dedichiamo a visitare il Museo d’Arte Moderna del Centre George Pompidou, ma prima saliamo sulla terrazza ad ammirare il magnifico panorama su Parigi e periferie.

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Paris, 25 agosto 2018. Panorama dal Centro Pompidou

Tralasciamo le opere post-1965 della Pop-arte esposte al 5° piano e scendiamo nella parte del Museo dove sono esposte anche le opere di Matisse, Picasso e Kandinsky.

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Paris, 25 agosto 2018. Vista dal Centro Pompidou

Ci soffermiamo a lungo ad ammirare un'”Annunciazione” molto semplice, quasi il dono di un fiore tra persone qualunque.

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Paris, 25 agosto 2018. Centro Pompidou

Torniamo verso casa nel primo pomeriggio; entriamo in un mercato coperto per comprare qualcosa per il pranzo. Il posto è vivace ed è affollato di gente seduta appiciccata ai tavoli dei numerosissimi ristorantini posti tra le bancarelle dei generi alimentari. Nel pomeriggio esco da sola per andare alla cerimonia della liberazione. Mi fermo nel piazzale dell’Hotel de Ville ad osservare la moltitudine di bandiere e stendardi con stemmi esposti sulla facciata dell’edificio e tutt’intorno. Assisto all’allinearsi dei corpi militari: ci sono i gruppi con le camice azzurre e quelli con le camice bianche. Un altro gruppo si contraddistingue per la giacca nera che indossa. Arrivano degli squilli di tromba e sfila davanti al palco una parata di militari con il fucile in spalla seguito da un altro gruppo dove ogni singolo fa sventolare la bandiera francese. Quando giungono le note della Marsigliese, il canto dei rivoluzionari francesi divenuto l’inno nazionale, tutti i militari, in sintonia, si mettono sull’attenti e portano la mano destra sulla fronte per porgere il saluto militare. La cerimonia prosegue con delle musiche suonate dalle bande militari presenti intorno al palco mentre, sui due grandi schermi, scorrono, muti, dei filmati d’epoca. Ad un certo punto, lascio la cerimonia e mi sposto verso la basilica di Notre-Dame.

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Paris, 25 agosto 2018. La basilica di Notre-Dame

Attraverso il ponte D’Alcole sulla Senna: anche in questo momento c’è una delle tante coppie di sposi che sta posando per un servizio fotografico.

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Paris, 25 agosto 2018. Uno dei tanti servizi fotografici sul ponte D’Alcole, accanto a Notre-Dame

La fila per entrare a Notre-Dame è enorme: ne cerco la fine, ma non riesco a vederla; così mi infilo tra i vari gruppi di turisti e nessuno dice niente.

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Paris, 25 agosto 2018. Notre-Dame, interno.

L’atmosfera all’interno di Notre-Dame è sublime e io rimango incantata dalla cerimonia religiosa che sta iniziando, tra il suono dell’organo e il canto del sacerdote, seguito da quello dei fedeli.

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Paris, 25 agosto 2018. Interno della basilica di Notre-Dame

Mi sposto piano, piano girando, lateralmente, intorno alle enormi colonne di marmo. La luce che filtra attraverso le vetrate colorate lassù in alto favorisce la creazione di una situazione surreale. Esco dall’incanto della basilica e vado a sedermi sulla discesa del Centro Pompidou dove, di lì a poco, mi raggiunge Francesca.

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Paris, 25 agosto 2018. Il Centro Pompidou verso sera

Paris, 26 agosto 2018

Trascorriamo la mattinata al mercato delle pulci di Port de Vanves.

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Paris, 26 agosto 2018. Musicista al mercato delle pulci di Port de Vanves

Camminiamo tra le bancarelle di vecchi libri e antichi oggetti in tutte le direzioni. Ci fermiamo ad ascoltare un musicista che sta suonando con passione delle canzoni degli anni ’60 al suo vecchio pianoforte a rotelle. Ci spostiamo per il nostro pranzo al sacco nel vicino Parc Montsouris, poco distante dalla Port D’Orleans. Per il caffè, prendiamo il métro e ci dirigiamo verso Boulevard des Italians. Qui, ci sediamo al tavolino di uno Starbucks; accanto a noi ci sono un uomo maturo ed un ragazzo che stanno parlando animatamente. Sono padre e figlio, ci diranno in seguito. Il padre, vedovo da tre anni, ha 59 anni, ed è originario di San Vito Lo Capo (Sicilia); si è trasferito a Milano, da solo, quando era giovanissimo. Dopo aver svolto una miriade di lavori, ha conseguito la licenza media durante il servizio militare. Poi, ha frequentato poi un corso di formazione professionale ed è stato assunto come O.S. in un’azienda sanitaria di Milano. Ha lavorato lì fino ad un anno fa, quando ha raggiunto i requisiti per la pensione. ll figlio ha 24 anni. Ci racconta che, terminata la terza media non ha voluto proseguire gli studi ed ha preferito andare a lavorare. Attualmente lavora come cameriere in un ristorante della zona di Notre-Dame e non ha nessuna intenzione di tornare in Italia. Qui a Parigi, il suo stipendio mensile riesce a metterlo interamente da parte in quanto, per le sue spese, utilizza le mance che i clienti gli lasciano. Attualmente sta trascorrendo gli ultimi giorni di ferie qui a Parigi, insieme al padre, dopo esser tornati, entrambi, da una breve vacanza in Egitto.

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Paris, 26 agosto 2018. Il palazzo dell’Opéra Garnier

Lasciamo lo Starbucks e ci dirigiamo verso l’Opéra Garnier. Il palazzo, progettato da Charles Garnier e iniziato nel 1861 sotto la direzione dei lavori del barone  Haussmann, fa parte della grande ricostruzione parigina del Secondo Impero francese. L’Opéra Garnier è uno degli edifici più grandi e rappresentativi dell’epoca di Napoleone III ed è divenuto, per la sua grandiosità e la sua bellezza, il simbolo della città in quel periodo.

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Paris, 26 agosto 2018. La scalinata dell’Opéra Garnier

Saliamo attraverso le splendide scalinate e usciamo sui balconi per ammirare l’incantevole panorama sulla città.

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Paris, 26 agosto 2018. Interno dell’Opéra Garnier

Visitiamo la mostra “Picasso e la danza” che è stata allestita all’interno e ammiriamo i numerosissimi progetti di scenografie e costumi realizzati dall’artista.

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Paris, 26 agosto 2018. Panorama dall’Opéra Garnier

Dall’Opéra ci spostiamo ai vicini magazzini Lafayette: saliamo sulle terrazze e ammiriamo anche da qui la splendida vista sulla città.

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Paris, 26 agosto 2018. Interno dei magazzini Lafayette

Ci riversiamo poi sulla Place Vendone e osserviamo a lungo i bassorilievi con scene di battaglie e trofei, riportati sulla colonna di bronzo che si erge in mezzo alla piazza.

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Paris, 26 agosto 2018. Place Vendome

Leggiamo su una guida che il 16 maggio 1871, durante la Comune di Parigi, con l’annuncio dato da uno squillo di tromba, la colonna originale era stata demolita. L’iniziativa era partita dal pittore Courbet il quale aveva visto nella colonna un elogio alla guerra e un attentato alla fraternità della Francia ed anche dell’Europa. Dopo la repressione della Comune e l’arresto di Courbet, il Parlamento di Parigi ha optato per la ricostruzione della colonna e ha condannato il pittore al pagamento delle spese. Courbet veniva imprigionato, ma riusciva a fuggire in Svizzera dove morirà nel 1877.

Paris, 27 agosto 2018

La temperatura oggi è più mite dei giorni scorsi. Durante la mattinata siamo tornate al Centro Pompidou per cercare nella libreria la stampa della tenerissima annunciazione che avevamo visto esposta al Museo qualche giorno fa. La stampa non l’abbiamo trovata, ma ci siamo fermate a visitare la mostra fotografica “Les villes, la rue, l’autre” di Sabine Weiss. Le immagini di questa fotografa ci riportano con realismo alla situazione economica e sociale degli anni ’40, ’50 e degli inizi degli anni ’60. Sabine Weiss è nata nel 1924 in Svizzera ed ha fotografato, con molta umanità, gli aspetti della vita di quegli anni, colti lungo le strade e i sobborghi di Parigi. Le sue immagini ci documentano, con dei flash, la povertà generale che regnava, si può dire ovunque, in quegli anni. Verso sera sono uscita da sola: ho camminato a lungo passando a lato del Centro Pompidou, mio importante punto di riferimento, per non perdermi.

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Paris, 27 agosto 2018. La piazza dell’Hotel de Ville

Ho attraversato la piazza dell’Hotel de Ville e ho raggiunto il lungosenna arrivando fino al vecchio Point Neuf.

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Paris, 27 agosto 2018. L’ora del tramonto sul lungosenna

Era l’ora del tramonto e lo spettacolo del sole sospeso sulla Senna è stato di una bellezza sorprendente.

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Paris, 27 agosto 2018. Tramonto sulla Senna visto dal Pont Neuf

Paris, 28 agosto 2018

Oggi siamo entrambe in partenza, ma abbiamo ancora una mattinata da trascorrere insieme. Il sole sta splendendo e la temperatura è leggermente più calda rispetto ai giorni scorsi. Per fortuna, perchè dovremo lasciare la casa libera verso le 12:00 e io dovrò starmene in giro fino a sera. Per questo poco tempo che ci rimane da trascorrere insieme decidiamo di andare a visitare la chiesa di Saint Denis du Saint Sacrement all’interno della quale si trova l’affresco della Pietà di Delacroix, dipinta nel 1844. Poco dopo le 12:00 ci salutiamo: Francesca si dirige verso la Gare de Lyon dove prenderà il treno per Francoforte mentre io m’incammino verso il lungosenna. Dall’Hotel de Ville cammino fino al Point Neuf e proseguo fino al Point des Arts.

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Paris, 28 agosto 2018. Pont des arts

Da lì raggiungo il Louvre e vado a sedermi nei giardini delle Tulieres a leggere “Il calore del sangue” di Irene Nemirowski, in attesa che arrivi il momento del mio ritorno a casa.

Le tulieres

Paris, 28 agosto 2018. Una delle fontane del Giardino delle Tuileries

A Concorde prendo il métro e raggiungo la Gare de Lyon!

Piazza c

Paris, 28 agosto 2018. Place de la Concorde

Ciao, ciao Parigi! Ritornerò!